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vendredi, 27 mai 2022
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ENSEIGNEMENT BIBLIQUE

CENTRE MESSIANIQUE BETH YESHOUA

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SEFIRAT HAOMER Compte de l'Omer 5782

 

7 semaines séparent Pessah de Shavouot/Pentecôte🔥

Baroukh Ata AdoNaï Elohénou Mélèh Haolam Achèr Kidéchanou Ba Mashiah Yéshoua Vétsivanou Al Sefirat Ha'omèr
Hayom ... Laomèr

Béni sois-Tu, Eternel notre D.ieu, Roi de l'univers, qui nous a sanctifiés par le Messie Yéshoua et nous a commandé le compte du Omer. (Lévitique 23:15) 

A vos agendas, Rendez-vous avec l'Esprit Saint

Lecture proposée du lundi 18 au soir du mardi 19 avril 2022, cliquez sur "le souffle court" de l'Exode

Lecture proposée du soir du mardi 19 au soir du mercredi 20 avril 2022 : Lire le Psaume 32, le psaume de la repentance

Shavouot, (la Pentecôte) est prévue le vendredi 3 juin 2022 à 21h42,

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Apocalypse chapitre 14

Version Bible
Livre
Chapitre
1
Poi vidi l’Agnello che stava in piedi sul monte di Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone che avevano il suo nome e il nome di suo Padre scritto sulle loro fronti.
2
Udii quindi una voce dal cielo come il fragore di molte acque e come il rumore di un forte tuono; e la voce che udii era come di citaredi che suonavano le loro cetre.
3
Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti ai quattro esseri viventi e davanti agli anziani; e nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, i quali sono stati riscattati dalla terra.
4
Essi sono quelli che non si sono contaminati con donne; sono infatti vergini. Essi sono quelli che seguono l’Agnello, dovunque egli va; essi sono stati riscattati fra gli uomini, per essere primizie a Dio e all’Agnello.
5
Sulla loro bocca non è stata trovata menzogna, perché sono irreprensibili davanti al trono di Dio.
6
Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l’evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni, nazione tribú, lingua e popolo,
7
e diceva a gran voce: »Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque«.
8
Poi seguí un altro angelo, dicendo: »E’ caduta, è caduta Babilonia, la grande città che ha dato da bere a tutte le nazioni il vino dell’ira della sua fornicazione«.
9
Un terzo angelo li seguí dicendo a gran voce: »Se uno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano,
10
berrà anch’egli il vino dell’ira di Dio, versato puro nel calice della sua ira e sarà tormentato con fuoco e zolfo davanti ai santi angeli e davanti all’Agnello.
11
E il fumo del loro tormento salirà nei secoli dei secoli, e non avranno requie né giorno né notte coloro che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome«.
12
Qui è la costanza dei santi; qui sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesú.
13
Poi udii dal cielo una voce che mi diceva: »Scrivi: Beati i morti che d’ora in avanti muoiono nel Signore; sí, dice lo Spirito, affinché si riposino dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono«.
14
Poi vidi una nuvola bianca, ed ecco sulla nuvola stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo, il quale aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce tagliente.
15
Un altro angelo uscí dal tempio gridando a gran voce a colui che sedeva sulla nuvola: »Metti mano alla tua falce e mieti, poiché l’ora di mietere è venuta e perché la messe della terra è matura«.
16
Allora colui che sedeva sulla nuvola lanciò la sua falce sulla terra, e la terra fu mietuta.
17
Poi un altro angelo uscí dal tempio, che è nel cielo, avendo anch’egli una falce tagliente.
18
E un altro angelo, che aveva potestà sul fuoco, uscí dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce tagliente, dicendo: »Metti in azione la tua falce tagliente e vendemmia i grappoli della vigna della terra, poiché le sue uve sono mature«.
19
Allora l’angelo lanciò la sua falce sulla terra e vendemmiò la vigna della terra e gettò l’uva nel gran tino dell’ira di Dio.
20
Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscí tanto sangue, che giungeva sino alle briglie dei cavalli, per una distanza di milleseicento stadi.

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